Armonia

In una bella chiaccherata serale su RadioTre, ieri sera, Paolo Bologna discettava con garbo e acume sulla stimmung, su Leo Spitzer musicologo, su Kant e Pitagora.
Accompagnati dall’ascolto del Quartetto op. 130 di Beethoven (qui la strepitosa cavatina trascritta per pianoforte – in formato MIDI) Bologna a un certo punto ha detto qualcosa sull’Armonia.

Ogni suono ne comprende altri. L’armonia non è solo un rapporto di suoni. E’ il rapporto fra lo spirito e la rappresentazione morale del mondo. E’ la base della ricerca del benessere; si fonda sulla reciprocità, sulla ri-conoscenza, sulla familiarità.
E ha detto, più o meno: è qualcosa di cui sentiamo venire meno la consistenza, oggi. Questo ci fa sentire spaesati, incerti. Insicuri.

Il tessuto sociale oggi è devastato dalla sua riduzione a mercato rissoso e squallido. L’inquinamento della vita politica ci riguarda tutti. E’ sufficiente che uno, uno solo – che svolga un ruolo di prestigio istituzionale – faccia strame delle regole della convivenza, perché tutti, per reazione o per dispetto, si ritrovino nel limo della trivializzazione, della caricatura della lotta politica.

Questa, amici di centrodestra, è la colpa di quest’uomo. La radicalizzazione della polemica. La banalizzazione della complessità della vita sociale, che lui riduce consapevolmente ad azienda, e gli organismi che la governano a consigli di amministrazione. L’insofferenza per la cultura senza riuscire nemmeno ad essere veramente populista. L’insofferenza per il valore della vita pubblica (nella ricerca, nella sanità).

Ha fatto tutto da solo?
No. Si è sempre in due a litigare. Ma il ruolo di questo signore è stato quello di fissare i paletti. Ha scritto le regole, per così dire (regola per lui è una parola immonda).
Ha ingabbiato alleati e oppositori in un cortile asfittico, dai muri alti e senza uscite.

Amici di centrodestra, fate qualcosa. Sta a voi. Non andate a votare. Siate patrioti. Meglio cinque anni di sonno prudente e saggio garantito da Prodi che altri cinque anni di violenza.
Vi spaventa la tassa sulle rendite finanziarie? (beati voi che ce le avete).
Vi spaventa la lotta all’evasione fiscale? (via, non sarà diversa da quella che provò a fare ai tempi del pentapartito il ministro Visentini).
Vi spaventano i comunisti? Vi spaventa Luxuria? (via, molti di voi conoscono i trans molto meglio di quanto non li conoscano quelli di sinistra).

Cosa avete da perdere?

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  1. 7 aprile 2006 alle 17:03

    !!!!!!!!!!!

  2. bsq
    8 aprile 2006 alle 08:31

    ???????????

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