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L’anello mancante

Evoluzione, scoperta in Turchia famiglia che cammina a 4 zampe
(Repubblica.it)

"Cinque fratelli e sorelle possono camminare soltanto a quattro zampe e parlano con un vocabolario limitato di appena un centinaio di parole. Hanno fra i 18 e i 34 anni e vivono in uno sperduto villaggio della Turchia meridionale con altri 13 fratelli e con i loro genitori, che sono cugini tra loro. L’ambiente scientifico è in fibrillazione: secondo alcuni la scoperta di questa famiglia – al centro di un documentario che sarà trasmesso dalla Bbc – potrebbe fornire nuove informazioni su come gli esseri umani si sono evoluti da ominidi quadrupedi a camminare in posizione eretta. Non ha dubbi di sorta il ricercatore che per primo li ha incontrati, Uner Tan, docente di fisiologia dell’università Cukurova ad Adana (Turchia): sono l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia."

Non so perché questa notizia mi colpisce in modo profondo. Mi sento interpellato come se, da una distanza di milioni di anni, mi sia arrivata una cartolina. Come la luce di una stella che in verità già da milioni di anni giace  sepolta nel cimitero glaciale dell’antimateria.
Solo che che sono qui, sono fotografati. Il loro sguardo mostra una tenacia ferina, hanno un obiettivo, ma lo hanno dimenticato. Vanno avanti completamente ignari. Non vedono che intorno a loro dei loro simili stanno in piedi? Non si fanno delle domande?
No. Hanno altro da fare. Cose urgenti, sembrerebbe. Mangiare, bere.
La differenza rispetto all’enfant sauvage è che questi sono tanti, sono un branco, sono una intera comunità. Non sono peraltro cannibali e non girano nudi. Solo camminano a quattro zampe. Con le gambe dritte. E’ complicatissimo. Non ginocchioni, no, con i piedi in terra. Questo fa del loro gesto una scelta, non una impossibilità. Questo li retrocede nella scala evolutiva.
L’articolo spiega che non sono in grado di utilizzare un vocabolario più ampio di 100 parole. Mi piacerebbe sapere quali sono.

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Categorie:mondo, testi
  1. 9 marzo 2006 alle 20:26

    Non so, potrebbero essere parole come acqua, madre, padre, fame… e poi? Certo solo per i bisogni primari sarebbero troppe. Ma cento parole sono loro sufficienti a vivere, comunicare, amare. E noi ne sprechiamo migliaia per non dire nulla. La diversità mi affascina. Una volta i diversi erano considerati figli degli dei. Spero che ora queste creature non vengano vivisezionate. La loro andatura è coraggiosa e faticosa. Perchè retrocederli nella scala evolutiva? Che ne sappiamo noi dei loro motivi, dei loro perchè? Io non ci vedo nulla di primitivo. I nostri progenitori ciondolavano come scimmie, non certo in questo modo. E se questi avessero invece scoperto qualcosa che a noi sfugge? Allora saremmo noi i primitivi, che non li capiamo. Quello che non mi è chiaro è se sono solo i 5 fratelli a camminare così, o tutti i membri della famiglia. In ogni caso è una scoperta che non deve stupire. C’è così tanto appiattimento in questo mondo che ben vengano i “diversi”, a insegnarci che nulla dev’essere dato per scontato.

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