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Parentesi

Spellato vivo da emozioni forti, invivibili a lungo pena lo svuotamento totale – destinato a pochissimi – ricominciò con una lieve percezione di leggerezza a respirare l’aria ancora bruciata.

Ha vissuto l’esperienza della bontà radicale, sperimentata nelle lacrime, certo, ma soprattutto nella semplice presenza, nella testimonianza di affetti sciolti da calcoli, ipocrisie, essenziale manifestazione della tensione al bene, che di per sé commuove, più ancora della tristezza per chi non c’è più, pensò, più ancora della nostalgia, anche se da questa era di sicuro alimentata: ecco, sentirsi risucchiato in una dimensione di impraticabilità della cattiveria, in un luogo e in un tempo fondamentale, che non aveva mai cancellato, evidentemente, ma solo ben custodito, questa, pensò, è l’epifania della morte.
Pensava ad una Nuova Possibilità, quella di una socializzazione senza vincoli adulti, furbizie, cadute, difese: senza tutto ciò che, lo sapeva benissimo, è comunque il tessuto necessario. Il vortice avrebbe presto dissipato la sua forza emotiva, e non poteva essere diversamente, e la Nuova Possibilità rinviata, rimossa, custodita di nuovo.

Non cercava prove né certezze. Non chiedeva di accedere a misteri non dimostrabili. Non ne aveva bisogno. Nulla lo toccava e nulla poteva dispiacergli. Ma la comunione del dolore condiviso, del riconoscimento di affetti, lo sfinì, fino a farne creatura innocente, aperta del tutto ad ogni sguardo, gesto, sussurro. Non doveva cercare dentro di sé nulla che i suoi amici, i parenti e le facce sconosciute non gli avessero già suggerito. Non più reattivo, forse non più veramente presente: disponibile ad essere disegnato dagli altri, inconsapevole e felice, forse.
La perfetta rappresentazione della solidarietà del dolore gemmava intorno a sé un reticolo, questo davvero, pensò, misterioso, espressione di un campo magnetico quasi miracoloso. Impronunciabile, a meno di cominciare da molto indietro a raccontare, con la non comune capacità di replicare la complessità della vita.

Si sentiva confortato e nello stesso momento stravolto dalla nitidezza della verità vissuta, non riferita, pensata, pregata. Lontanissima la disperazione, eppure presente, la poteva indicare, indicarla e forse descriverla. Tutti però le giravano intorno, tutti attingendovi il motivo della loro partecipazione, e tutti la sublimavano nella riconoscenza, nel rinnovarsi, automaticamente, espressione totale del bene.

(per Cesare Felici)

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