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Postilla ultramondana

L’intervista trasmessa stamattina da RadioTre con Padre Angelo Benolli, straordinaria persona, fondatore e presidente di “ITALIA SOLIDALE”, mi ha in qualche modo suggerito di tornare su alcune questioni solamente accennate nel post precedente, (che m indurranno a esprimere alcune banalità, ma tuttavia chiarificatrici).

L’obiezione latente è: secondo te dunque il Mondo fa schifo, solo voi cristiani vi salvate. Le leggi laiche sono sempre e comunque ispirate da Satana e l’unica differenza fra te e Ruini è che Ruini propone di cambiarle mentre tu di ignorarle, tanto i laici moriranno tutti e finiranno nella Geenna là dove è pianto e stridore di denti.

Non è così, evidentemente.

Per Mondo, con la maiuscola, in sintesi si intende la cultura del mondo, quando è deliberatamente cultura di morte (in tutte le sue multiformi varietà) opposta alla cultura della vita.
Cristiani o no, su questa base credo ci siano nella comunità delle persone in possesso di un minimo di giudizio, più sintonie che contraddizioni.
E’ chiaro che il mondo  (con la minuscola), cioè l’Uomo (maiuscolo), è il teatro del trionfo di Dio, per un credente. L’uomo, la sua forza divina costituisce oggetto e soggetto della realizzazione profetica, nel qui e ora, dell’eternità. L’uomo, potenzialmente buono, è il centro di ogni attenzione concreta e spirituale. E se il Mondo ci è contro non è perché la cultura laica emana di tanto in tanto, oggi qui domani là, leggi non conformi al volere di Dio, ma perché l’indirizzo generale del Mondo è spesso, troppo spesso, espressione della cultura della morte (la qual cosa in certe occasioni si traduce anche in forme di estremismo laico – non dirà laicista, ma il significato è quello – che ha riflessi anche nella prassi giuridica).

Ed è altrettante chiaro, a me, che smarcarsi dal Mondo significa non tanto arroccarsi su un Aventino sprezzante (sarebbe ridicolo), quanto riconoscere che non è quello della politica legiferante, per chiarire, l’ambito all’interno del quale far valere l’affermazione dei nostri principi.
Resta il fatto che molte leggi sono buone leggi e che, come dice il Papa, in quanto buone e giuste, sono ispirate da Dio che è il Buono e il Giusto, a prescindere dal fatto che si creda o meno (è il punto di vista del credente; il non credente aggiungerà: per voi è così, per noi no).
Le leggi sono buone o cattive leggi per la collettività, e l’impegno del politico cristiano è semplicemente quello di qualsiasi altro politico laico: far sì che le leggi siano buone leggi per la collettività. Cioè per tutti.
In questo senso Giovanni dice: voi non siete del Mondo. Perché il nostro impegno è l’Uomo in una dimensione che può trovare, spesso, sintonie con le visioni laiche della società, ma il cui terreno d’elezione all’interno del quale esprimersi e svolgere la propria pastorale è un terreno diverso.
Quale? Angelo Benolli, come tanti altri, è uno che l’ha capito molto bene.

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