Quorum

Lo voglio dire prima di conoscere il dato finale.
Se non si supera il 25% sarebbe un fatto, credo, molto grave. Non mi sembra che possa ancora valere la facile tripartizione (astenuti cronici/ astenuti cattolici/ votanti). A questi andrebbero aggiunti gli astenuti … non lo so. Non sono un sociologo, ma se a votare ci fosse davvero andato meno di un quarto degli aventi diritto non si puo’ neppure dire che abbia vinto Ruini. Avrebbe  vinto qualcos’altro, un coacervo di qualcosa di cui sono fatti oggi gli italiani, con i quali tutti siamo chiamati a confrontarci.
E dei quali forse tutti siamo responsabili (e di cui tutti, mi pare di poter dire, eravamo e siamo perfettamente a conoscenza).
Se poi ci si vuole consolare con le semplificazioni politicamente corrette…

Il che non cambia nulla di quanto si è detto su Ruini, Rutelli, Pera, Casini eccetera: io ho votato no, convinto fino all’ultimo che il quorum si sarebbe raggiunto (sensazione rafforzata sentendo il flop delle schede nell’urna:un rumore sordo e soffice da urna piena).
Se davvero non si dovesse arrivare al 25% nessuno (né vinti né vincitori) potrà cavarsela con gli slogan, o con i coccodrilli già preparati.

Il 25% non è il 35, non è il 40%. Non è il 49,9% (allora sì le grida avrebbero avuto diritto e forza di elevarsi contro lo scippo, contro la furbizia).
Numericamente, fra l’altro, la soglia del 25% è cruciale. Come ho scritto nella mia dichiarazione di voto, un referendum è pienamente legittimo quando a prevalere è il 25,01% degli aventi diritto (la metà più uno della metà più uno degli aventi diritto). Se così non fosse sarebbe difficile sostenere che la maggioranza degli italiani (pure epurata dagli ignavi) è di un’idea piuttosto che di un’altra.
Tuttavia non è corretto arrampicarsi su questi scivolosi specchi: la campagna elettorale fondata sull’astensione falsa oggettivamente questo tipo di calcolo.

In ogni caso, il 25% non registrerebbe, credo, il pericolo di una deriva clericale. Né il trionfo di una supposta cultura della vita.
Sarebbe una sconfitta di tutti.
Il trionfo del nulla.

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Categorie:italia, referendum l 40
  1. 13 giugno 2005 alle 15:37

    Basta chiedere, direi

  2. bsq
    13 giugno 2005 alle 15:39

    A chi? non ho capito.

  3. 13 giugno 2005 alle 17:56

    No, non credo sia il nulla.
    Non hanno convinto, hanno mentito, e la gente si è detta: chi me lo fa fare di perdere tempo con questi qui.

  4. utente anonimo
    13 giugno 2005 alle 18:24

    E quelli che non hanno votato nei piccoli centri o nelle zone più chiuse del paese ed a maggior rischio di condizionameto (a quanto mi dicono sono state le zone di più scarso afflusso) non possono indicare che l’astensione, in quanto non è un voto segreto, non è neppure un voto pienamente libero?
    Mi rendo conto che è un’affermazione molto forte, però sembra che le statistiche indichino proprio vistose tendenze all’astensione dove maggiore è il rischio di ostracismo.
    Con questo non voglio dire che ha prevalso la paura, ma solo che il quieto vivere ha avuto un qualche ruolo. Forse quel dieci per cento in più che avresti voluto si trova proprio lì.

  5. 14 giugno 2005 alle 08:19

    mettiamola cosi, molto pià terra terra, altri 700 miliardi sprecati, no ?

  6. bsq
    14 giugno 2005 alle 08:20

    Che a me me facevano puro comodo…

  7. 14 giugno 2005 alle 10:18

    L’utente anonimo al numero 4 è intempestiva, sorry!

  8. bsq
    14 giugno 2005 alle 12:17

    Riporto qui un link segnalato da Davide Malesi in un commento su Azione parallaela. Condivido abbastanza. Vedete un po’…
    http://sommazero.splinder.com/1118698536#5026173

  9. 14 giugno 2005 alle 16:48

    Scusate, ma io vivo in un piccolo centro. Ostracismo? Ma dove? In quale Italia vivete? Ho visto gente andare a votare direttametne uscendo da messa:-(…Considerando che gran parte dei “piccoli centri” ha una giunta rossa semmai valeva il contrario.
    Personalmente penso che la gente che vive nei piccoli centri, in molti casi, sia più a contatto con la realtà che non chi sta in città e legge Repubblica anche per sapere che tempo fa fuori. Se glielo dicevi a mia nonna, che quello che stava nella pancia della madre non era un uomo, ti avrebbe guardato strano, scuotendo la testa.
    Riguardo al post #8, vale a dire “siete tutti delle merde e non capite niente se no avreste votato” questo varrebbe se il referendum fosse andato attorno al 40%, al 50%. Siccome è il 25%, si potrebbe anche pensare che forse ci sono teste pensanti che pensano diverso, no?
    Ancora non si è capito? La gente non è che non è andata a votare perchè non gliene fregava niente, non è andata a votare perchè perchè non era d’accordo.

  10. 15 giugno 2005 alle 08:20

    No, berlic: il post #8 vale a dire che l’uomo della strada è incolto, male informato e completamente destituito di senso civico, e di conseguenza non vota ai referendum: non solo questo, ma tutti indistintamente. Se si tiene all’istituto referendario, sarebbe forse una soluzione praticabile alzare (moltiplicare per tre o quattro, magari) il numero delle firme necessarie a indire un referendum, e eliminare il quorum.

  11. 18 giugno 2005 alle 09:01

    Qualche domanda a Berlic. So che ti sentirari in diritto sia di risponedere, sia di astenerti.
    Guarderesti negli occhi gli elettori Vibo Valentia e diresti che sono stati particolarmente maturi e liberi nella scelta? Prenderesti il singolo o i pochi che lì hanno votato e gli diresti che gli abbiamo garantito piena libertà?
    Credi che non ci siano storiche esperienze per le quali il voto è segreto o non credi che tali ragioni siano ancora esistenti?
    Credi davvero che sia possibile non votare per la vita? Beh! questo è davvero troppo ingenuo, scusa se te lo dico, ma la tutela della vita, proprio per la sua importanza, viene riconosciuta sempre anche mediante norme penali. Stante la riserva di legge sancita dalla Costituzione in materia, le norme penali passan sempre dal Parlamento, che le vota. Quindi si vota e come per la vita! Si deve! Per darle la più ampia garanzia!
    La stessa legge per cui si è chiesta l’abrogazione fu votata: fu votata dal Parlamento.
    E poi, vorresti dirmi che se al contrario fosse passata (per assurdo) una legge sulla clonazione, i Cattolici non avrebbero proposto un referendum abrogativo? Che avrebbero detto di astenersi perchè “non si vota sulla vita”?
    Io non dubito che qualcuno si sia astenuto di proposito (ho tentato sul mio sito di immaginare alcune almeno delle diverse cause dell’astensione).
    Dico che certe cause (per esempio la paura di “farsi vedere” ai seggi) e sì, penso abbia fatto molto il “quieto vivere”, particolarmente in Meridione e nei piccoli centri, perchè sono contesti dove i legami sono più forti e quindi è più temibile la censura sociale.
    Di conseguenza i risultati referendari sono anche il risultato di un approccio di arrogante prevaricazione, da chi in malafede,
    o avendo scarsa comprensione della materia giuridica, ha voluto gridare il proprio “diritto” ad astenersi e a convincere altri a fare lo stesso.
    Ha vinto chi ha barato!
    Ha vinto chi ha preferito non discutere e non scegliere. Ha vinto Pilato. Ho ricevuto un’educazione cattolica e mi fa ribrezzo vedere come si stravolge un ideale.

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