Coppia criminale

Coppia criminaleHo trovato questo vecchio libretto, La coppia criminale, di Scipio Sighele, Torino, Bocca, 1927 (prima edizione del 1908), e non ho potuto fare a meno di cominciare a leggerlo.

Scipio Sighele è autore fra l’altro di La complicità (1894), La delinquenza settaria (1897), La donna nova (1898), I delitti della folla (1910) e, in collaborazione con A. Niceforo, La Malavita a Roma, l’unico disponibile sul mercato, in copia anastatica e che comprerò senz’altro prima di andare a vedere i due film sulla Banda della Magliana, quello di Costantini, e quello di Michele Placido, quest’ultimo dal romanzo Romanzo criminale di Giancarlo De Cataldo, con il quale, molti anni fa, con un amico  tentammo una collaborazione per tradurre in film il primo romanzo, Nero come il sangue (esaurito): De Cataldo a quel tempo non lo conosceva nessuno, il mio amico gli telefonò e lui ci invitò a casa per un simpatico dopocena.
Naturalmente non se ne fece niente. A causa della moglie, ritenemmo, (che se non ricordo male era anche, o è, avvocato e forse il suo procuratore o comunque allora si comportava come se lo fosse) che, invero lungimirante, intuendo le potenzialità artistiche del marito, e avendo perfettamente compreso la natura cialtronesca della nostra impresa (mai noi avremmo potuto comprare i diritti, che lui avrebbe dovuto cederci con la clausola di partecipazione agli utili futuri) ci liquidò alquanto freddamente. Magari sbaglio.

Per venire al simpatico Sighele, questo è l’indice del suo amabile manuale: 1. La suggestione del delitto; 2. La coppia normale, la coppia suicida e la coppia pazza; 3. La coppia di amanti; 4. La coppia infanticida; 5. La coppia famigliare; 6. La coppia di amici; 7. Psicologia della coppia criminale; 8.Le coppie degenerate; 9. I libericidi; 10. L’evoluzione dell’omicidio e del suicidio nei drammi d’amore.

Vi risparmio i titoli dei paragrafi. All’interno del capitolo sulle coppie degenerate ce n’è uno che si chiama: "Gli urningi: la coppia tribade e la coppia cineda".

Voi sapete a cosa si riferisce? Ignorante come sono, io l’ho scoperto leggendolo lì.
Comunque contiene delle teorie davvero interessanti sull’eziologia delle coppie urningiche e così termina il capitolo a loro riservato: "Io spero che, dopo quanto abbiamo detto […], si possa fin d’ora intravvedere che cosa sia quell’ambiente di degenerati che circonda di un’atmosfera malsana la classe dei delinquenti e forma con essa il pianterreno immondo e sanguinoso dell’edificio sociale".

(p.s. cercando Niceforo con Google mi sono imbattuto nel resoconto di una seduta del Senato, durante la quale il senatore della Margherita Andrea Colasio ha pronunciato la seguente frase:  La devolution scolastica è segmentale sul piano dei modelli culturali come se, rispolverando vecchie proposte di federalismo razziale alla Niceforo e alla Sichele (sic), la domanda di federalismo che attraversa il paese avesse un fondamento etnico, poggiasse su una differenziazione linguistica, su una sorta di alterità antropologica"…

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Categorie:letture
  1. 10 giugno 2005 alle 08:25

    Chiedo scusa per l’OT ma:
    Contro il “qualunquecazzatapseudointimistavabeneismo“, nel mio blog ho aderito a una proposta di goljadkin (che trovate qui: http://theblogobserver.splinder.com/post/4938667). Ciao.

  2. bsq
    10 giugno 2005 alle 08:45

    Sì Ennio, ho visto ho visto.
    Solo che la tipa in questione mi induce alternativamente al sonno e alla depressione più che ad una reazione di qualsiasi tipo.
    ciao

  3. bsq
    11 giugno 2005 alle 00:13

    Su Sighele, che è molto interessante e molto inquietante (e ha spesso torto), puoi leggere “La filosofia del pressappoco” di Alberto Cavaglion (L’Ancora del Mediterraneo 2001). Su urningi e compagnia puoi esplorare il sito di Giovanni Dall’Orto:
    http://digilander.libero.it/giovannidallorto/
    Tommaso Giartosio

  4. Anonimo
    11 giugno 2005 alle 18:04

    Sì, Tommaso, che fosse inquietante me ne sono accorto. E sono d’accordo anche che è estremamente interessante avere in mano documenti come questi, anche per consolarci: della strada fatta!
    ciao

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