Troppo facile?

Troppo facile dire: Ratzinger, bono quello (poi con quel nome così… così… tedesco)
Troppo facile dire anche: lo sapevo (alla fine mi sa che era più facile non votarlo).

Posto che interessi a qualcuno la mia opinione me la caverò dicendo: vediamo. Sono curioso.
Non farò vaticini vaticani, né seguirò le ipotesi giornalistiche. Credo nella profezia insita nell’atto della scelta. La profezia essendo non un indovinello o, appunto, un’ipotesi, ma una caparra sul futuro, sulla verità certa che si manifesterà.

Mi sarei riconosciuto forse di più in un papa come quello individuato (secondo quanto rifersice Bernardo Valli su Repubblica di oggi) da Carlo Maria Martini: un papa meno angosciato dal ruolo marginale (eh, Caliceti?) della Chiesa nel mondo (il piccolo resto comunque vincente già immaginato da Gesù); un papa meno attento alla dottrina (tanto per quello c’è la Congregazione presieduta da Joseph Ratzinger…) e sollecito alle proposte della società, per vedere quali delle strutture non fondamentali della Chiesa possono essere cambiate.
Io penso che un papa così non lo abbiano proprio trovato.
Un papa che fosse povero, autorevole, carismatico, misericordioso e forte, aperto. Ratzinger non lo è? Lo vedremo. Tutti crediamo di sapere cosa è Ratzinger di sicuro: un custode ferreo della dottrina, un teologo sopraffino, un uomo tutto d’un pezzo. Probabilmente acquisirà strada facendo altre caratteristiche. Non lo possiamo dire oggi.

Sarà un papa poco mediatico? Bene.
Un papa che non diminuirà le distanze oggettive con i lontani? Beh, non penso sia al primo posto dell’agenda del papa essere giovialmente comunicativo e simpatico a tutti coloro che alla fine resteranno, come è giusto, legati alle loro laicissime opinioni.
Ha un sacco di problemi da affrontare. Che richiedono evidentemente un grado di apertura verso il mondo che sia saggio, disponibile e però non disposto a cedere sui punti fondamentali. Orgoglioso ma nuovo.
Ci riuscirà? Saprà essere più forti delle contraddizioni che la società stessa coltiva e intreccia con le ambizioni più nobili, all’ombra delle stesse scelte politiche vaticane?

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Categorie:chiesa cattolica
  1. 20 aprile 2005 alle 12:44

    guarda ezio, dici bene: “chissene se non è un papa mediatico, un comunciatore!” giusto. e forse è anche vero che non si è trovato un papa del futuro, un papa più inserito nella società, un papa rivoluzionario. ma ci sono delle cosiderazioni di base così terra terra, che sono talmente terra terra che spero di sbagliarmi. mi spiego (sono ancora sotto l’onda dell’emozione/delusione), personalmente speravo, ma sapevo essere cosa difficile, in un papa che prendesse il pontificato di Wojtyla e lo portasse oltre le barriere, nelle favelas brasiliane, nei ghetti del sud africa, nei liceo dei nostri fratelli/figli, per dirgli che esiste una malattia mortale, tanto per essere proprio banali banali, eh, che io di cose di chiesa ci capisco poco. un papa che dicesse che provare ad andare oltre la linea rossa al g8 non è peccato mortale, ma anzi, una cosa buona e giusta. e così di seguito. ecco, queste erano le speranze che sapevo poco concordi con la realtà dei fatti, se non alto con le probabilità. Però, perchè c’è un però, sapevo pure che trovare un papa che CONTINUASSE, che si limitasse a proseguire per quel cammino in cui pure Woityla era stato aperto e rivoluzionario (Sebbene conservatore in molte altre cose) e cioè il rapporto con le altre religioni, la condanna delle guerre di religione, OGGI, in cui vogliono farci passare guerre per il petrolio come crociate mussulmane, in cui le altre religioni sono il nemico, nell’epoca di Bush, ecco un papa che die “Ogni altra religione all’infuori dell’ortodossia cattolica è un’illusione…”, ecco, io quantomeno lo temo. emilia

  2. utente anonimo
    20 aprile 2005 alle 14:36

    non sono la sola che ha avuto questa sensazione, mi sono confrontata con altri, sperando che qualcuno mi dicesse “no, ma che dici!” .. e invece no .. quale sensazione dici? quella che mi ha dato la prima uscita da papa di ratzinger, che’ non mi sembrava la cronaca di qualcosa che stava succedendo per davvero, ma piuttosto la scena di uno di quei film su san francesco, in cui alla poverta’ di francesco viene contrapposta l’opulenza della chiesa … e quelle braccia alzate quasi in segno di vittoria (altri cronisti poi l’hanno sottolineato), quell’espressione quasi a dire “ecco, ora ce l’ho fatta, sono qui” … e non mi piaceva neanche la folla in piazza, che all’annuncio dell’habemus papam alzava grida che quasi sembravano i romani al colosseo ne “il gladiatore” .. no, non mi e’ piaciuto quello che ho visto ieri in televisione … magari questo papa mi smentira’, smentira’ tutto, me lo auguro .. ma, da laica-spirituale, quello che ho visto nella gente non mi rassicura .. che la religione e la spiritualita’ meritano molta piu’ riservatezza e piu’ equilibrio, secondo me .. e non balli organizzati in piazza, e non esaltazione .. non sarai d’accordo forse, tant’e’ .. ciao, L.

  3. bsq
    20 aprile 2005 alle 14:49

    No no, balli e tifo da stadio non mi piacciono proprio. Grevio come sono devo fare un certo sforzo per digerirli. Stavolta poi parevano veramente artificiali. D’altra parte se una prevsione si puo’ umanamente fare è che balli e tifo da stadio diminuiranno sensibilmente con questo papa.
    (ma siccome anche senza, rimangono sul tappeto un sacco di altre cose, anche quelle dette da Emilia, forse balli e cori alla fine che ci siano o no è marginale)

  4. utente anonimo
    20 aprile 2005 alle 14:56

    no, non mi pare marginale, se li vedi come il segno di un sentire .. e’ quel sentire che mi preoccupa .. e forse e’ per quel sentire che poi ad altre cose non si da’ l’attenzione sufficiente .. e’ sempre tutto collegato, tutto .. L.

  5. 20 aprile 2005 alle 15:15

    Ricordi quando ne “Il marchese del Grillo” suonano le campane per annunciare un’invasione (mi pare)e una popolana si affaccia alla finestra urlando “Oddio! che è morto er papa?”Ecco il rapporto che i romani hanno con il papa e la chiesa. Ed è così storicamente, da sempre. anche io forse, cittadina privata, avrei preferito vivere la religione, il dolore e la morte in maniera più silenziosa, ma questo non vuol dire che sarebbe stata più rispettosa. quello che è successo ieri, invece, appartiene alla nostra storia. I romani (cittadini della città di Roma)si passavano le notizie urlandole dalle finestre, si metteva la spesa nei cesti tirati su dalle corde ancora una quindicina di anni fa, a borgo , me le ricordo bene queste cose! E’ naturale, per un romano, chiudere tutto e correre in piazza alla fumata bianca. ci sono mille cose dentro, un mix di radici, superstizioni e tradizioni, che sarebbe snobistico ignorare. l’altro aspetto quello politico e sociale, mi preoccupa molto di più, in questo momento.

  6. 20 aprile 2005 alle 15:17

    sono io l’anonimoemilia

  7. bsq
    20 aprile 2005 alle 15:22

    Si, su questo concordo. Sono le contraddizioni di cui, in modo criptico, parlavo alla fine del post: non è che Wojtila (gia’ non mi ricordo piu’ come si scrive) sbagliasse a favorire la festa di Tor Vergata, che pero’ è rimasta come una cosa a sé, non ha trasformato la Chiesa, neppure come segno, come testimonianza (magari qualcuno pensa che non è così e che se non ci fosse stata le coe sarebbero andate ancora peggio, chi lo sa) che è rimasta comunque orfana di tanti altri valori che chissà, magari sarebbero stati più efficaci nel contrastare disaffezione, scollamento dalla realtà etc.

  8. utente anonimo
    20 aprile 2005 alle 18:16

    ma sono daccordo con te! e anche con L. (?), in fondo! alla morte di papa wojtyla i credenti sono fioccati come fiori a primavera! le reazioni di alcuni mi hanno fatto venire in mente il delirio di quando esce un film walt disney, tipo “La carica dei 101”, tutti i bambini a comprare Dalmata che due mesi dopo abbandonano sull’autostrada. ecco. più o meno… (sarò stata blasfema? boh!) emilia

  9. bsq
    21 aprile 2005 alle 07:42

    Ma infatti, Emilia: da posizioni diverse (e forse con una diversa prospettiva di fondo) non diciamo cose molto diverse.
    (L. non so perché si nasconde, forse perché è una mia parente prossima….)
    e.
    Buona giornata

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