La natura dei quesiti referendari

Posso dirlo? certo, lo dico.
Populisti e demagogici:

"PER CONSENTIRE NUOVE CURE PER MALATTIE COME L’ALZHEIMER, IL PARKINSON, LE SCLEROSI, IL DIABETE, LE CARDIOPATIE, I TUMORI vuoi tu abrogare eccetera eccetera".

Fosse stato scritto: "Per favorire la ricerca scientifica riguardo alcune malattie oggi giudicate incurabili, attraverso la sperimentazione di nuove  tecniche …. eccetera eccetera, forse si sarebbe fatta meno strame della plausibilità.
Dal momento che il seguito del quesito è assolutamente incomprensibile (brandelli di commi isolati dal contesto), chi vota vota su questo: vuoi tu curare le malattie? Chi non è d’accordo? Certo. Sicuro, lo voglio.
Ma non mi si dice COME!

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Categorie:referendum l 40
  1. 9 marzo 2005 alle 18:45

    Ezio, foss’anche necessario venire a patti col diavolo, suvvia…ho rivalutato Sartori a sto giro…non mi fare il sofista proprio tu. Se ripesco un bell’articolo che ho conservato qualche mese fa, di Veronesi (oncologo, ex ministro della Sanità, non lo scrittore…) sul dolore…poi mi dici come voterai anche tu. e scusa.

  2. utente anonimo
    9 marzo 2005 alle 21:02

    ezio, ma cos’e’ che ti rode? cavilli, cerchi cavilli, compiaciuti cavilli .. come e’ posto il quesito, le bizzarre domande di un prete (moooolto pericolose in uno stato laico) .. mi spiace che non ho tempo in questo momento per parlare veramente della materia del referendum, ma ne riparlero’ qui .. ciao, ancora L. (sempre tua sorella, by the way)

  3. bsq
    10 marzo 2005 alle 09:59

    L: 1) la domanda del prete mi pareva di natura “morale” o “moralista” (nel senso buono). E comunque del tipo: ora parte la discussione, non “questa è la verità”.
    2) cavilli… bah. Non li chiamerei cavilli. A me quella pare una domanda fuorviante. E demagogica (e per questo mi innervosisce). E quindi “pericolosa”.
    Chi non è favorevole a combattere tutte le malattie? Ma la materia è estremamente complessa, e non mi pare sufficiente il parere di una piu’ o meno qualificata maggioranza che si esprima “alla cieca” (cioè su un principio, e non sul merito) sulla cancellazione di alcuni commi di una legge a garantire una valutazione giusta, e moralmente inattacabile (per tutti: credenti e non).
    Cletus: chi ritiene (come il sottoscritto) che da lì, dall’embrione, ci sia la fondazione di tutto, non pensa che la ricerca scientifica sia spazzatura. Ma che esistano dei limiti (questo lo pensano ovviamente tutti gli scienziati (vedi la clonazione). Ora, tutto sta a vedere dove siano situati questi limiti.
    Io sono davvero depresso nel leggere che siamo finiti al 41esimo posto, o giù di lì, nella ricerca scientifica nel mondo. E’ uno dei piu’ macroscopici effetti del berlusconsimo. Il che non mi potra’ arruolare fra coloro che ritengono l’embrione un affare manipolabile a fini terapeutici. Sembra tra l’altro che le cellule staminali del cordone ombelicale siano efficaci tanto quanto. E dico “sembra” senza paura: la ricerca è ancora agli inizi (altra ragione per la quale il quesito è demagogico).
    ciao.

  4. utente anonimo
    10 marzo 2005 alle 14:48

    ok, parliamo della posizione di credenti .. avevo gia’ accennato in un commento messo nel tuo precedente blog come le grandi religioni abbiano posizioni molto diverse sulla questione procreazione medicalmente assistita, e come in generale pressocche’ tutte le religioni siano piu’ aperte della chiesa cattolica

    sperando di non fare casino con i tag, che ancora litigo con i commenti di splinder, ti metto qui di seguito un documento prodotto dalla chiesa valdese. Ciao, L.


    IN MERITO ALLA LEGGE SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA

    La Commissione per la bioetica della Tavola Valdese osserva:

    che la legge appena approvata sulla procreazione medicalmente assistita è destinata a deludere proprio le attese delle persone interessate ad una razionale disciplina dei metodi e delle tecniche utili a soddisfare la naturale esigenza di filiazione;

    che non è eticamente accettabile la completa subordinazione delle aspettative delle persone ad astratti diritti di un organismo vitale che ancora persona non è (come avviene attraverso il divieto di creare un numero di embrioni superiori a tre e con l’obbligo di un unico e contemporaneo impianto);

    che in aperta contraddizione con la vocazione antiabortista dei promotori la legge costringe la donna a ricorrere a pratiche abortive nel caso di patologie che colpiscono l’embrione;

    che la legge favorirà quei cittadini che per soddisfare comunque il loro desiderio di genitorialità si potranno permettere costosi viaggi all’estero;

    che la legge, anziché disciplinare il contributo della medicina nell’assistere le persone infertili o impossibilitate a riprodursi, impedisce drasticamente “in nome di astratte ispirazioni ideologiche e religiose” l’esperienza della filiazione al di fuori del matrimonio e della convivenza (in modo particolare vietando l’uso a fini procreativi di gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente);

    che la legge, anziché promuovere l’accesso responsabile a strutture adeguate, colpevolizza il desiderio di genitorialità al di fuori dei rigidi limiti imposti con lo strumento della sanzione diffondendo così l’idea della sterilità e dell’infertilità come destino e non come malattia da prevenire, curare e superare;

    che, come abbiamo sommessamente indicato con un messaggio ai gruppi parlamentari nel corso della precedente legislatura, uno stato laico e pluralista non può farsi paladino di una concezione etico-religiosa della vita e del concepimento in contrapposizione ad altre;

    che, infine, solo con una legge “minima” un’attenta individuazione del livello di protezione dovuto all’embrione (attraverso, ad esempio, il divieto di pratiche di clonazione a fini procreativi) può contemperarsi con il bene primario della salute degli individui e, in particolare, della donna che sarà danneggiata dall’obbligo di sottoporsi a multiple e dolorose stimolazioni ovariche per ogni impianto embrionale.

    Per questo siamo disponibili ad offrire il nostro contributo per il cambiamento o l’eventuale abrogazione delle norme che rappresentano un’aperta violazione dei diritti alla salute e alla libertà delle persone.


    Commissione per la bioetica della Tavola Valdese (dicembre 2003)

  5. utente anonimo
    10 marzo 2005 alle 15:11

    .. SEGUE … tra le tante cose, a proposito del punto in cui si sottolinea come l’infertilita’ sia una malattia e NON UN DESTINO, e’ importare ricordare anche le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (“Aspetti medici, etici e sociali della riproduzione assistita”, Convegno tenutosi a Ginevra, 17 – 21 settembre 2001), relativamente al fatto che l’infertilità dovrebbe essere riconosciuta come motivo di salute pubblica a livello mondiale

  6. bsq
    10 marzo 2005 alle 15:21

    al volo: sono d’accordo con l’OMS.

  7. utente anonimo
    10 marzo 2005 alle 16:05

    io non sostengo che non bisogna parlare anche degli embrioni, ma vorrei veder parlare *anche* degli uomini e delle donne che vivono questo problema sulla loro pelle .. se vuoi dividiamoci i compiti, tu fai il portavoce degli embrioni e io la portavoce delle persone gia’ partorite 🙂 .. tanto per mettere in gioco tutti gli attori .. ciao, L.

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